Wednesday, July 30, 2008

E finalmente KDE 4.1

Incredibile come il tempo voli, solo sette mesi fa aveva fatto la sua comparsa Kde 4.0; molte critiche, parecchie negative, ma con la speranza che nella versione 4.1 sarebbe tornato tutto come ai tempi di KDE 3.
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«Chi non conosce il nuovo, gli è caro il vecchio.» Wikiquote

L’Innovazione è il problema

Ora che è arrivata la fatidica versione, seppur non l’abbia ancora provato approfonditamente, voglio solo dirvi che Kde 4.1 ha fatto un passo talmente lungo che non tornerà piu’ ad essere Kde e a questo punto spero che continui a diventare il piu’ originale possibile.

Mark Shuttlework ha recentemente espresso che quello che manca alla sua Ubuntu è un esperienza d’uso migliore che superi anche quella di Apple, ma piu’ che un’esperienza migliore io penso a qualcosa che faccia dire: «Hey, quello è Linux»; credo che con il nuovo Kde questa esperienza d’uso innovativa e unica non sia poi cosi’ lontana anche se c’è ancora molto da cambiare per rendere unico questo Desktop Environment.

In Archlinux, Kde 4 ha sostituito completamente Kde 3, è una mossa azzardata e poco simpatica per chi era abituato al vecchio Kde ma ci voleva qualcuno che desse una spinta per convincere l’adozione ad altre distribuzioni.
Nonostante cio’ è comunque possibile trovare Kde 3 nei repo di Kdemod.

Per informazioni sulle novità tecniche di kde 4.1 rimando al sito di Kdeitalia [Link].
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Friday, July 25, 2008

Facile come mangiare una mela marcia

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Nothing can be more frustrating than turning on your Mac only to find that it won’t start up. Instead of seeing the Finder, you see a blue or gray screen, an icon of a broken folder, a kernel panic, a flashing question mark, or a computer that just sits there. What can you do? Don’t worry. It could be a simple issue that you can fix yourself -Apple

Caro blog, nonostante non amassi particolarmente i computer della Apple, ho sempre pensato che fossero facili e stabili; Non c’è dubbio che la prima affermazione sia vera, anche se io probabilmente non riuscirei a sopravvivere con uno di quei gingilli, però sulla seconda non ci metterei la mano sul fuoco.
Oggi, l’utente del forum Phaemos, che ricorderete forse per l’articolo di benvenuto, mi ha chiamato dicendomi che il suo Mac non partiva più a causa della “schermata grigia della morte”.
Visto che era riuscito a spaccare lo schermo di un portatile, mettere fuori uso Linux e anche un mouse, fui io a raccomandargli un Mac sperando che fossero adatti ai suoi modi di fare; ma, nonostante la mia attenta analisi, manco Mac OS X è sopravvissuto.
Fortunatamente l’hardware era intatto, ma il computer si riufiutava di partire, molto probabilmente il disco si era danneggiato a causa di un brusco spegnimento dato che il proprietario mi raccontò di aver spento il Mac bruscamente a causa di un blocco.

Risoluzione o quasi.

Dal sito della Apple ho appreso che l’unica causa possibile era quella del disco danneggiato.
Le soluzioni erano due: riparare il disco attraverso il tool per la gestione degli hard disk o altrimenti usare fsck in perfetto stile Unix.
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Il bello e colorato tool per la gestione dei dischi incluso nell’iinstaller di Mac OS X non sapeva far altro che lamentarsi e lamentarsi, allora decisi di provare ad agire attraverso il terminale, ma, nonostante fsck segnasse il disco come pulito al riavvio poi non andava lo stesso.

Lasciami almeno formattare.

Persa ogni speranza e irritato da quel giocoso modo di fare di questo sistema operativo che non si addiceva proprio alla situazione, provai, sotto il consenso del proprietario, a formattare.
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Dopo aver appreso che con l’fdisk del mac era impossibile, o almeno l’help non diceva niente, cancellare una partizione e dopo aver riprovato con l’assurdo tool per la gestione dei dischi a formattare, ma ovviamente non formattava, riprovai anche a far ripartire l’installer del sistema operativo ma dopo venti minuti di attesa era ancora alla ricerca degli hard disk.
Dopo numerosi tentativi decisi di risolvere l’errore “Disco in uso impossibile formattare” killando l’installer attraverso la bash monca, anche se l’installer apparentemente si è chiuso, non riuscii ad eseguire nessun comando da terminale per formattare il disco.

La luce e il bivio.

Lo sbeffeggiante sfondo del live dvd aveva lasciato il posto al più serio grigio che, dopo aver chiuso forzatamente l’installer, aveva fatto la sua comparsa; rincuorato da questo intenso colore, che non era quello della stessa tonalità di quello della “morte” al boot, decisi di far ripartire il tool per la gestione degli hard disk che questa volta si era deciso a formattare e probabilmente avrebbe anche riparato il disco ma non lo so saprò mai questo.

Reinstallare l’OS.

Constatato che l’hard disk fosse vuoto, al riavvio, l’installer si decide finalmente a funzionare.
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Dopo essermi preso un colpo per aver letto “Sono necessari 10.4 Gigabyte di spazio libero”, proseguo l’installazione e mi metto a giocare con il proprietario a Zsnes.
Nel frattempo l’installer si è divertito per venti minuti a controllare che il Dvd fosse integro e solo dopo ha iniziato l’installazione vera e propria.
Per mia fortuna, visto che durante l’installazione non si sa mai che succeda qualcosa, il proprietario se n’è andato e quindi la fine dell’installazione la effettuerà da solo.
Mentre l’accompagnavo alla porta gli ho detto di non dimenticare niente da me, consiglio vano visto che mi ha dimenticato e dimentica sempre qualcosa quando viene a trovarmi e questa volta è stato il turno del manuale tedesco del mac :.

Fine, si spera

Questa situazione mi ha fatto rimpiangere la mia bella Linux box che ormai è da due anni che non la formatto e compie il suo lavoro senza troppi problemi.
Gli utenti di Windows vantano di una vasta esperienza in questo campo e possono essere fieri della semplicità degli strumenti Microsoft che permettere loro di formattare anche quando non serve wow :)

Sunday, July 20, 2008

Guardare i video di Veoh da Linux

Se non fosse per il fatto che Veoh applichi delle restrizioni in alcuni video impedendo al povero linuxiano di guardarsi in streaming il suo video in santa pace, oggi, probabilmente, avrei fatto felicemente a meno di scrivere questo articolo; non che non mi piaccia scrivere sul mio blog, figuriamoci, l’ho creato io, ma non è mio solito scrivere articoli che reputo scontati.
veohka9.jpg
Per alcuni video è sufficiente estrapolare l’url del file flv e riprodurlo nel vostro player preferito.
Per altri, molto probabilmente tutti quelli di dimensioni superiori ai cinquanta megabyte, non è cosi’ e se si prova ad applicare la procedura classica si riuscirà ad ottenere solo il file flv contenente l’anteprima.
Non essendoci una versione del client Veoh per Linux dobbiamo ricorrere a programmi alternativi.
Per la mia prova ho utilizzato Veohproxy.
Il suo utilizzo è piuttosto semplice, basta avviarlo e il programma resterà in ascolto sulla porta 64653 Dopodiché è sufficiente estrapolare la parte finale di un url di Veoh (es: http://www.veoh.com/videos/v123456ABC22) e inserirla nell’url del programma (es: http://127.0.0.1:64653/v123456ABC22).
Ora possiamo scaricarla con un download manager o vedercela in streaming semplicemente usando questo url.

Appunti sull’uso

Ho avuto diversi problemi a vedermela in streaming e a scaricarla perciò ho deciso di condividere con voi gli stratagemmi che mi hanno permesso di vedermi il video.
Ho usato Mplayer ma non escludo che altri lettori multimediali abbiano queste caratteristiche.
Per visualizzare il video in streaming è sufficiente, come ho detto prima, passare l’url al vostro player preferito.

mplayer http://127.0.0.1:64653/v123456ABC22

Se non riusciste a mandare avanti e indietro il video, anche se non è consigliabile vista la lentezza di una connessione a internet rispetto a un hard disk, basterebbe aggiungere -idx come parametro.
Un altro parametro utile è -framedrop che permette, come dice il nome, di saltare dei fotogrammi, evitando in questo modo che il player si fermi a caricare in caso di problemi.
Siccome stiamo parlando di streaming, è buona norma per assicurarsi una visione fluida, utilizzare il parametro -cache seguito dal numero di Kilobyte che il programma dovrà scaricare prima di farvi visualizzare il filmato.
Durante la mia esperienza con Veohproxy, Mplayer si è chiuso diverse volte, fortunatamente è possibile ritornare al punto di prima grazie al parametro -ss seguito dal numero di secondi dall’avvio del video che sono trascorsi.
È possibile anche specificare il punto del video che si vuole vedere anche in ore o minuti ma per il motivo che vi spiegherò adesso è conveniente usare i secondi.
Se abbiamo eseguito Mplayer da terminale e dovesse chiudersi visualizzerà la seguente schermata.

VDec: using Planar YV12 as output csp (no 0)
Movie-Aspect is undefined - no prescaling applied.
VO: [xv] 320×240 => 320×240 Planar YV12 [zoom]
A: 396.3 V: 396.3 A-V: 0.015 ct: 0.169 7927/7927 2% 0% 0.8% 4 0

MPlayer interrupted by signal 2 in module: sleep_timer

La parte che ho sottolineato in grassetto sono i secondi trascorsi, attraverso il parametro -ss, utilizzato in accoppiata con -idx in caso di video che non consentono di andare avanti e indietro, dovrebbe permettervi di ritornare al punto in cui vi eravate fermati.
In conclusione posso solo augurarvi buona visione e lasciarvi con alcuni link e il comando finale che abbiamo realizzato insieme nel corso di questo articolo.

mplayer http://127.0.0.1:64653/v123456ABC22 -idx -ss numero secondi -framedrop -cache 2000

Link

Veohproxy già citato nell’articolo
Veohget permette scaricare i video di Veoh anche se nel mio esperimento si è bloccato e non mi ha piu’ permesso di ricominciare dallo stesso punto
OpenVeoh permette di scaricare i video di Veoh ma sfortunatamente non sono riuscito a provarlo e pare che non sia piu’ aggiornato.
Il topic dove si discute sulla versione di Veohtv per Linux

Tuesday, June 3, 2008

Postal 2 Share the Pain gratis !

postal2xp6.jpg
In attesa di Postal 3, la Running With Scissors ha deciso di regalare Postal 2 Share the Pain, la versione aggiornata di Postal 2 con il supporto al multiplayer.
Il gioco è molto violento e altrettanto spassoso quindi non è consigliato a coloro che si lamentano della violenza nei videogiochi e come avvisa lo stesso gioco, la violenza che si vede nel gioco non corrisponde alla realtà della vita vera.

Running with Scissors has been the bad boy of video games long before the likes of Grand Theft Auto. Just as we have provocative writers, filmmakers and musicians, RWS will likely continue to push the boundaries for interactive entertainment for another decade.”

Marc Saltzman, syndicated video game critic

La modalità singleplayer, che non so se è inclusa in questa versione gratuita, è qualcosa di assurdo.
Il protagonista deve svolgere delle commissioni, completate le commissioni si passerà al giorno successivo dove ci saranno altre commissioni fino alla fine della settimana dove finirà anche il gioco.
Potremo portare a termine le missioni in due modi, da persone civili (non ho idea di come si faccia visto che i personaggi del gioco faranno di tutto per farti incavolare) o da pazzi uccidendo tutti, accoltellando le vecchiette, staccando le teste delle persone a colpi di pala, urinando ovunque e molto altro.
L’espansione del gioco invece è dedicata solo al singleplayer anche se la trama dell’espansione non è molto meglio e a tratti ripetitiva, ma comunque non è poi cosi’ male e si gioca volentieri.
I caricamenti della versione senza espansione sono estremamente lunghi e fanno passare la voglia di giocare, non saprei se in questa versione gratuita è stata applicata qualche patch.
Il gioco è basato sul motore di Unreal Tournament 2004 quindi gira bene anche su computer non troppo recenti.
Ah dimenticavo, il gioco funziona sia su Linux che su Windows e anche su Mac, direi proprio che è un bell’esempio di come si possa fare un videogioco particolare che va contro lo sviluppo classico e addirittura multipiattaforma senza per forza essere Open Source o comunque senza uno scopo commerciale dietro.
Il gioco è diventato gratuito da alcune settimane ma solo oggi sul sito di Jeuxlinux ho trovato il link della versione per Linux.
Link della news sul sito di Jeuxvinux
Edit:
News con download per Linux e Mac su Icculus
Come si evince dall’annuncio, la modalità singleplayer non è presente.

Saturday, May 24, 2008

Awesome is awesome

[…]
Awesome is a floating and tiling window manager initialy based on a dwm code rewriting. It’s extremely fast, small, dynamic and awesome.
aw64qw6.png
Windows can be managed in several layouts: tiled, maximized, dwindle, spiral, floating… Each layout can be applied on the fly, optimizing the environment for the application in use and the task performed.

Managing windows in tiled mode assures that no space will be wasted on your screen. No gaps, no overlap. Other layouts can be used for different purpose.
If you do not want to use the tiling management, you can use the floating layout wich will let you organize your windows as you wish, like any other window manager.
[…]

C’è poco da fare, ho provato a sostituire il mio awesome con un altri window manager ma nessuno è fantastico come come awesome :(
È più forte di me, ora, quando vedo dei bordi attorno alle finestre, provo una strana repulsione e non riesco a capire perché se schiaccio Super+tasto sinistro del mouse le finestre non si muovono negli altri wm :\.
Awesome è veramente awesome :)
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